di:
Redazione«Secondo le
associazioni consumatori la spesa media complessiva per
corredi scolastici e libri di testo, variabile in base
all’età del ragazzo, corrisponderebbe a
377 euro
annui, con un aumento del 7,2% rispetto al
2006. Per una famiglia, quindi, la spesa complessiva
sarà di 697 euro, 40 euro in più rispetto allo scorso
anno con un aumento del 5,7%». L'analisi di
Soldiblog è
puntigliosa e corretta. Arriva settembre e si parla di
scuola e tra le tante spese che le famiglie si trovano a
dover fronteggiare al rientro, c'è anche - soprattutto -
quella della scuola. Tra quaderni, zaini e vestiti, ce
n'è per tutti. Ma sono i libri la voce più consistente.
Inesorabilmente in aumento.
Per
risparmiare basta comprare quelli usati? Pare facile, ma
la questione non è così semplice. Al di là delle
code di ore che si formano fuori dai
negozi, al di là dell'esaurimento scorte, c'è un altro
grande problema: le
nuove edizioni.
Escono con una frequenza impressionante e ci si chiede
perché, cosa ci sia mai da aggiornare, se sia sensato:
«La semplice risposta che ho supposto è NO!, non è
possibile che negli ultimi 5 anni, e sono anche buono -
scrive
Dozarte - la
matematica che si studia fino in terza media, oppure La
Divina Commedia, o anche la geometria di base, mettiamo
anche l’Italiano stesso siano cambiati a tal punto da
pretendere una nuova serie di tabelline, una
Divina-Commedia-riveduta-e-corretta, oppure
“come costruire il cerchio senza compasso”, né una nuova
grammatica. Credo si potrebbero benissimo usare gli
stessi testi per almeno
5 anni di seguito
(e - ripeto - sono anche buono). Mi pare un
ragionamento sensato». L'argomento è sensato, ma finora
di risposte altrettanto sensate non ne sono arrivate. In
tutto questo, quindi, chi ci guadagna? «Perché -
mi chiedo - le case
editrici continuano a sfornare nuove edizioni degli
stessi libri? E perché le scuole continuano ad obbligare
gli studenti a comprare questi nuovi libri? Forse sotto
c’è chi ci campa? Qualcuno ci guadagnerà qualcosa? Chi
potrebbe perderci se la situazione non fosse così?
Sicuramente le case editrici, perché pubblicano e
vendono i libri; credo ci guadagnino meno gli autori
(
Dante?)».
Soluzioni? La più
estrema e moderna punta sulla tecnologia e la propone
Sconfinando:
«MacRaiser, in materia di caro-scuola e caro-libri,
suggerisce un maggiore ricorso ai
libri
elettronici. Ora pare , il dubitativo è
d'obbligo, che una casa editrice americana si stia
apprestando a lanciare i primi libri elettronici al
profumo di libro. In sostanza, cioè, avrebbe deciso di
inviare a tutti gli acquirenti dei suoi testi uno
sticker da applicare allo schermo del pc, che dovrebbe
rilasciare un gradevole profumo di libro usato mano a
mano che l'utente procede nella lettura. Un escamotage,
a quanto pare, studiato per superare la riluttanza dei
giovani studenti nei confronti dei testi elettronici,
giudicati troppo freddi e privi di stimoli sensoriali
"reali", tra i quali, in primis figura proprio
l'odore». In attesa, in rete è boom di
siti per la vendita e lo scambio di libri scolastici. Da
Testiusati.com a Libridea.it, da Comprovendolibri.it a
eBay. Che si deve fa' per campa'...